Come Affrontare Il Passaggio Generazionale Nelle Imprese Turistiche (Seconda Parte)

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Nella prima parte dell’articolo abbiamo approfondito il tema, ora lo facciamo assieme ad albergatori di seconda e terza generazione che su questo argomento hanno voluto condividere la loro storia, il loro punto di vista, i loro suggerimenti.

Le Interviste

Un affiancamento importante anche per favorire il passaggio generazionale tra me e i miei figli: offrendo supporto, insegnamento ai giovani, che con entusiasmo si affacciano a questa attività, ma hanno più che mai bisogno di essere guidati e formati professionalmente in un settore in continua e rapida evoluzione. Per tutelare non solo il patrimonio familiare, ma per costruire il loro futuro.

Maria Vittoria Cocomazzi | Titolare Villaggio Conero Azzurro

Avevamo già condiviso la riflessione di Maria Vittoria Cocomazzi, titolare del Villaggio Conero Azzurro. Maria Vittoria, che in passato aveva raccolto il testimone dal padre, ora si trova a passarlo ai figli Matteo e Francesca Lamponi che ringraziamo per aver condiviso con noi la loro esperienza.

I Protagonisti del Passaggio Generazionale

Francesca Lamponi – Camping Internazionale Sirolo

Francesca Lamponi - Camping Internazionale Sirolo

Condivido molto dell’articolo sul passaggio generazionale.

Anche se, per la buona riuscita del passaggio, risulta di fondamentale importanza il buon rapporto genitori-figli, è altrettanto vero e diffuso che per il capo famiglia l’identificazione con la propria azienda rende molto difficile distaccarsi dal proprio ruolo di potere.

Per i figli, invece, pesano più delle responsabilità la preoccupazione di non essere all’altezza delle aspettative dei genitori e di non essere adeguatamente preparati e competenti per il nuovo ruolo.

Mentre da un lato chi dovrebbe lasciare il testimone trova più difficoltà a cedere il potere decisionale, chi dovrebbe subentrare vive maggiori problemi nell’esprimere le proprie capacità e nel vedere legittimato il proprio ruolo.

Penso che, rispetto al passaggio generazionale tra la prima e la seconda generazione, che è avvenuto per successione, e dove spesso non c’è stata la possibilità di trasmettere esperienza e conoscenze (prima la tendenza era di prendere il posto dei genitori solo quando questi non c’erano più, o quasi), nel nostro caso abbiamo un’opportunità da non sprecare e che se fosse compresa da entrambe le parti, genitori e figli, probabilmente il passaggio avrebbe successo in ogni azienda.

L’opportunità riguarda il fatto che la terza generazione, la mia, ha avuto la possibilità di studiare (economia, turismo, o altre facoltà affini) e quindi di approfondire molti aspetti che la generazione precedente invece non conosceva e che tuttora non conosce. Se la generazione più anziana, che tanto ha faticato per permetterci di studiare, comprendesse che anche noi, seppur privi di esperienza diretta, potremmo portare valore all’azienda, coglieremmo tutti un’occasione unica.

Allo stesso modo, ci dovrebbe essere la stessa apertura mentale da parte di noi giovani nel capire che l’esperienza dei genitori é fondamentale ed é un patrimonio raro che abbiamo la fortuna di poter apprendere, cosa assolutamente non scontata e che in passato non é accaduta.

Un’ apertura che alcune volte ci risulta difficile avere proprio perché percepiamo il forte legame che li lega all’azienda, in cui si immedesimano, e per colpa del quale fanno fatica ad affidarla a noi. Ecco, se si lasciasse da parte l’orgoglio da entrambi i lati, forse questo potrebbe aiutare il successo del passaggio generazionale.

Lorenzo Zanoni – MTH MyTime Hotels

Lorenzo Zanoni - MTH MyTime Hotels

La mia esperienza con il passaggio generazionale è stata molto positiva. Ritengo ci siano state cose per me fondamentali che hanno agevolato questa fase delicata di famiglia, che è tutt’ora in atto.

Libertà di scelta: Fin da piccolo ho sempre potuto scegliere liberamente il mio percorso prima con gli studi e poi lavorativo. I miei genitori mi sono sempre stati di supporto e non hanno mai giudicato le mie scelte, neanche quando erano diverse dalle loro. Questo mi ha permesso di affrontare tutte le mie scelte con il cuore, senza vincoli, anche quando mi è stato proposto di entrare attivamente in azienda. L’ho fatto con desiderio, positività e felicità nel mettermi in gioco lavorando.

Il tempo: I giusti tempi sono fondamentali per la buona riuscita dell’ingresso di noi giovani. Prendersi i giusti momenti di formazione ed avere il tempo necessario al confronto. Nel mio caso i miei tempi sono stati rispettati, ho potuto così prendere gradualmente le mie responsabilità riuscendo realmente ad alleggerire il carico dei miei genitori.

La comunicazione: I momenti di confronto tra le generazioni, condividere le idee e riuscire a mettersi nei panni dell’altro. Il dialogo è necessario per sostenere le proprie idee, motivandole e rendendole ricche di significato. E’ innegabile che le differenze tra una generazione e l’altra sono nette ed evidenti e che non sia sempre facile trovare dei punti di convergenza. Anche in questo caso, figure esterne possono fare da ponte tra le generazioni fornendo un punto di vista neutrale ed esperto.

Il rapporto umano: I momenti di confronto tra le generazioni, condividere le idee e riuscire a mettersi nei panni dell’altro. Il dialogo è necessario per sostenere le proprie idee, motivandole e rendendole ricche di significato. E’ innegabile che le differenze tra una generazione e l’altra sono nette ed evidenti e che non sia sempre facile trovare dei punti di convergenza. Anche in questo caso, figure esterne possono fare da ponte tra le generazioni fornendo un punto di vista neutrale ed esperto.

Guglielmo Lasagna – Family Hotel Andes e Autore | L’Albergatore FuturAbile

Guglielmo Lasagna - Family Hotel Andes e Autore  L'Albergatore FuturAbile

In qualità di Presidente della Sezione dell’associazione degli albergatori Federalberghi del Centro Fassa, desidero confermare che si tratta di una questione rilevante che ci preoccupa.

All’inizio del mio mandato, nel dicembre 2022, abbiamo condotto un questionario rivolto ai nostri 75 soci, ottenendo oltre 70 risposte. Inoltre, grazie al lavoro dell’ufficio marketing dell’ASAT, abbiamo effettuato oltre 30 colloqui telefonici individuali con i soci “senior” e “junior” delle aziende coinvolte in passaggi generazionali multipli.

Come hai sottolineato nel tuo articolo, le complicazioni durante questi periodi di transizione sono molteplici: valutazione del patrimonio immobiliare e aziendale, forma giuridica, ruoli, capitale, competenze individuali, usi e costumi. Inoltre, nei fondatori delle aziende è presente una forte componente emotiva che potrebbe rallentare, ostacolare o compromettere il processo di transizione.

Sia dai questionari che dalle interviste qualitative successive, è emersa chiaramente la difficoltà di definire in modo chiaro i “ruoli”. Condivido il tuo punto di vista sul fatto che un consulente esterno, se convocato e accettato da tutte le parti coinvolte, con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio e la continuità aziendale, potrebbe guidare le parti interessate nell’evitare conflitti e errori che potrebbero derivare da una comunicazione inadeguata.

Devo confessarti che sto vivendo personalmente questa situazione anche nella mia azienda, così come altri 4 membri del mio consiglio. Ognuno di noi affronta delle sfide specifiche. Ogni caso è unico e richiede un trattamento diverso, coinvolgendo anche esperti diversi. Per esempio, in alcuni casi si presentano difficoltà economiche e finanziarie per proteggere o accontentare gli eredi o i pretendenti alla gestione. In altri casi, come ho suggerito all’associazione, potrebbe essere necessario coinvolgere uno psicologo, poiché abbiamo notato che alcuni colleghi legano la propria identità al ruolo di albergatore, al punto da non poter immaginare una separazione.

Il passaggio generazionale nelle aziende alberghiere rappresenta una sfida che richiede un’attenta gestione delle complessità coinvolte. È essenziale coinvolgere consulenti esterni per affrontare le questioni alberghiere, economiche e finanziarie ed anche gestire meglio gli aspetti emotivi che possono sorgere durante il processo di transizione.

Michele Zanoni – MTH MyTime Hotels

Michele Zanoni - MTH MyTime Hotels

Condivido a pieno quanto detto nell’articolo sul passaggio generazionale, in particolare sul concetto che il passaggio di consegna sia un modo per migliorarsi, riprendendo in mano quei lavori che da sempre sono fatti in un determinato modo.

Reputo che tra tutto quello che tu e il tuo team avete fatto per noi, la cosa che più di tutte ci ha aiutato nel iniziare il nostro passaggio generazionale è stato l’inserimento di nuovi progetti, in particolare con i nuovi sistemi (survey, revenue, sito MTH, brand reputation), in questo modo abbiamo trovato da subito uno spazio dove i genitori non potevano inserirsi in quanto già saturi di lavoro e dunque una primissima presa di responsabilità al 100%.

In conclusione l’inizio di nuovi progetti permette alle generazioni future di trovare uno spazio dove iniziare, per poi piano piano togliere lavoro alla generazione senior.

Giovanni Amadei – Amadei Hotel Pesaro

Giovanni Amadei - Amadei Hotel Pesaro

Il passaggio generazionale nel settore alberghiero, se adeguatamente seguito e con una strategia precisa, può essere un vantaggio competitivo importante. Porta all’Unione tra passato e futuro o, per meglio dire, tra esperienza e modernizzazione, tenendo bene a mente quanto sia difficile che questi due mondi possano coesistere in una stessa impresa (soprattutto se si parla di albergatori di vecchia data).

Quando questo “laccio” di collegamento viene seguito da consulenti esperti del settore, dove si ha sia la componente esperienza, che il fattore tecnologico e del turismo del futuro, all’interno dell’azienda familiare si riesce a comprendere al meglio i bisogni e le necessità che possono presentarsi nella fase di transizione.

Carlotta Boschetto – MTH MyTime Hotels

Carlotta Boschetto - MTH MyTime Hotels

Il passaggio generazionale nelle imprese famigliari è anche una questione di cuore.

Dobbiamo sfatare l’idea che l’impresa famigliare sia solo una questione economica, esistono delle dinamiche che vanno oltre.
Più che un passaggio generazionale di scettri e di potere decisionale a me piace vederlo come un’azienda che vive di vita sua e noi siamo i protagonisti di alcune puntate, qualcuno di noi la farà crescere in modo esponenziale grazie al talento, al duro lavoro e a situazioni economiche favorevoli, altri saranno un po’ meno bravi, ma ciascuno di noi sarà a suo modo indispensabile nel percorso dell’azienda.

Un ringraziamento va anche ai nostri consulenti che sono parte attiva del processo e attori protagonisti di alcune di queste puntate.

Matteo Lamponi – Villaggio Conero Azzurro

Matteo Lamponi - Villaggio Conero Azzurro

Premetto che il mio progetto personale di vita non mi vede a lungo termine all’interno dell’azienda di famiglia perché desidero di creare qualcosa di mio in un settore completamente diverso dal turistico-ricettivo.

In questo momento mi sto impegnando per impostare il villaggio turistico in modo tale da preservare il patrimonio famigliare e approfittare proprio del passaggio generazionale per apportare alcune modifiche alle procedure e al personale stesso. D’altronde quale migliore occasione per farlo se non durante questa fase di cambiamento “forzato”?

Quello che stiamo facendo da qualche anno a questa parte è creare delle figure di responsabilità all’interno del villaggio e del ricevimento con procedure ed ambiti di intervento ben definiti, per far sì che le decisioni rapide e ormai ripetitive e monotone della gestione quotidiana possano essere prese da loro in autonomia rimandando ad una mia consultazione e intervento solo in caso urgenti o particolari.

Questo mi sta permettendo innanzitutto di avere meno stress e in seconda battuta, ma non meno importante, di avere più tempo per pensare meglio a decisioni più strategiche per l’azienda o per altri miei progetti al di fuori della stessa.

Credo che le generazioni precedenti erano accentratrici di poteri e responsabilità e questo ha sempre portato tutti loro a vivere il lavoro in maniera assoluta, 24 ore su 24, al punto tale da identificare loro stessi con l’attività svolta e viceversa. Io, d’altra parte, ho una visione diversa della questione: per me l’attività è appunto un “attività”, un mezzo e non un fine. Il mezzo per poter produrre le risorse per vivere la propria vita seguendo le proprie passioni e curiosità.

Mi rendo conto di essere privilegiato nel poter dire queste cose e questo è infatti un racconto della mia personale esperienza e del mio soggettivo parere a riguardo.

Oltre a questo motivo, il nostro nuovo organigramma è stato creato anche per responsabilizzare maggiormente i dipendenti che riteniamo meritevoli e capaci in modo da valorizzare il loro percorso all’interno dell’azienda, premiandoli con l’ingresso in questo nuovo “centro di comando” della gestione quotidiana e permettendo anche a noi di creare un sistema di carriera all’interno del villaggio.

Secondo la mia visione l’azienda deve essere veramente vissuta come un “noi” e non come un “io”, perché ritengo che la pluralità di punti di vista soprattutto di chi conosce bene la struttura e la sua gestione può solo che giovare all’imprenditore, specialmente se questo è giovane e in una fase di inserimento all’interno della stessa.

Proprio riguardo il mio ingresso in azienda la mia passione per la tecnologia ha facilitato l’inserimento operativo.

Da subito sono stato incaricato di seguire la transizione tecnologica. Inizialmente, non avendo esperienza, avevo timore di non riuscire ma grazie al continuo supporto dei consulenti mi sono sentito guidato e facilitato sia nella trasformazione dei nostri processi, sia nell’apprendimento di nuove informazioni e competenze professionali. lavorare a contatto con mia madre mi ha permesso di non sentire una eccessiva pressione dovuta al ruolo e al progressivo aumento delle responsabilità man mano che il tempo e gli anni passavano e io diventavo sempre più centrale per alcuni aspetti dell’azienda.

Credo che l’affiancamento di consulenti esperti abbia permesso a tutta la nostra famiglia di impostare con successo questo avvicendamento generazionale proponendosi con un ruolo duplice di guida per entrambe le generazioni: la nuova per quanto riguarda l’inserimento e l’acquisizione di nuove competenze richieste dal mercato odierno e che quindi non sono parte del retaggio e dell’esperienza della vecchia generazione, e appunto la precedente generazione che grazie al parere esterno ha compreso la necessità di un rinnovamento non solo strutturale del villaggio ma soprattutto di procedure e figure per poter aumentare il livello del servizio e della gestione, accettando il nuovo che avanza.